gennaio 2020

 

Il 12 dicembre 2019, la Commissione di Bilancio del Senato aveva proposto e varato un subemandamento che rinviava il superamento dei prezzi tutelati al 2022.
Questa proposta non aveva però superato l'approvazione del Senato ma era stata inserita nel Milleproroghe pubblicato il 31 dicembre 2019 in Gazzetta Ufficiale. Proprio il Milleproroghe ha sancito il cambio, il termine per la fine della maggior tutela è fissato a gennaio 2022.

 

Proviamo a orientarci

 

Il servizio di Maggior Tutela, nato nel 2007, è un servizio di fornitura di energia elettrica con condizioni contrattuali ed economiche definite dall'Autorità per l’energia (ARERA) per i clienti domestici e le piccole imprese connesse in bassa tensione (con meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di Euro) che non hanno ancora scelto un venditore nel mercato libero.


La Legge per il Mercato e la Concorrenza di agosto 2017 (e successive modifiche) - proseguendo il percorso intrapreso dal D.Lgs n. 79 del 16 marzo 1999, c.d. Decreto Bersani - ha stabilito la fine del mercato tutelato dell’energia elettrica a partire dal 1 luglio 2020. Data slittata in seguito all'approvazione del subemendamento M5s di dicembre 2019, che prevede la fine del mercato tutelato entro il 1 gennaio 2022.


Entro quella data, quindi, tutti i clienti finali di piccole dimensioni dovranno scegliere il proprio fornitore di mercato libero, passando a una nuova offerta non più in regime di tutela.


Il subemendamento alla manovra ha anche stabilito che Mise e Arera definiscano insieme "modalità e criteri dell'ingresso consapevole" nel mercato libero. L'instabilità della gestione del passaggio dall'uno all'altro mercato è stata una delle cause per la messa in discussione della scadenza del luglio 2020.


Passaggio al mercato libero, cosa cambia?


Uno degli effetti rilevanti della fine del mercato tutelato riguarda il prezzo dell’energia. Nel servizio di Maggior Tutela, infatti, i prezzi sono definiti dall’Autorità per l’energia, mentre nel mercato libero la tariffa è definita dal fornitore. Ogni cliente è libero di scegliere quella più conveniente in base alle proprie esigenze. Il mercato libero offre tante opzioni che consentono, a parità di consumo, anche di ridurre il costo della fattura. Il passaggio è gratuito e non prevedere interruzioni del servizio né alcun tipo di intervento tecnico. L’utente finale non deve far altro che sottoscrivere il contratto con un fornitore di mercato libero che prenderà in carico il passaggio. Le tante offerte disponibili possono essere attivate anche online.


Quali sono i vantaggi?


Il passaggio può generare una serie di benefici:

  • tariffe più competitive che includono anche programmi fedeltà, offerte, servizi aggiuntivi e sconti
  • possibilità di scegliere anche un’offerta a prezzo fisso, che blocca il prezzo per almeno 12 mesi
  • scelta libera tra le offerte di fornitori differenti
  • possibilità di avere lo stesso interlocutore per luce e gas


Le varie tappe del processo


Il processo di liberalizzazione dell’energia elettrica in Italia è cominciato con il D.Lgs n. 79 del 16 marzo 1999, conosciuto come Decreto Bersani, che tra le altre cose, creava il mercato libero. Con il Ddl Concorrenza, divenuto legge nel 2017, è stata stabilita la definitiva abolizione del mercato tutelato. Ad oggi questa abolizione, dopo vari rinvii, è prevista per il 1 gennaio 2022.

 

Ultimi aggiornamenti - febbraio 2020

 

Il cd. Milleproroghe approvato ha modificato, a fine febbraio 2020, quanto precedentemente stabilito riguardo alla rimozione delle tutele di prezzo.
In particolare ha fissato come nuove date:

• Il 1° gennaio 2021 per le piccole imprese di cui all'articolo 2, numero 7), della direttiva (UE) 2019/944 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019 [«piccola impresa»: un'impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di EUR].
• Il 1° gennaio 2022 per le microimprese di cui all'articolo 2, numero 6), della medesima direttiva (UE) 2019/944 e per i clienti domestici [«microimpresa»: un'impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di EUR].