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Premio Speciale Repower per l’Innovazione: la parola alla Giuria

novembre 2019

 

Lo scorso 30 ottobre, presso la Sala Agorà della Triennale di Milano, ha avuto luogo un incontro dedicato alle nuove idee: per il secondo anno consecutivo, il Premio Speciale Repower per l’Innovazione punta a offrire un sostegno tangibile, volto alla maturazione di proposte innovative con applicazioni e benefici concreti.

I sei progetti finalisti, selezionati tra i numerosi candidati al Premio Gaetano Marzotto, sono stati presentati dinanzi a una Giuria d’eccezione. In attesa che i giurati si preparino a scegliere il progetto più originale tra quelli in gara, che sarà annunciato ufficialmente il prossimo 21 novembre a Roma in occasione della nona edizione del Premio Gaetano Marzotto, ecco alcune interviste che li vedono protagonisti.

Parlando di qualità e difetti che si ritrovano oggi nel mondo dell’innovazione Luciano Galimberti, architetto e presidente di ADI Index, ha sottolineato la capacità, tutta italiana di “fare molto, con poco”. Il giornalista Andrea Galeazzi ha evidenziato invece quanto gli italiani siano dotati di grande fantasia, a cui spesso si associa, tuttavia, una manca di pragmatismo.

Un discorso a parte merita il tema della sostenibilità: in che modo questa può rappresentare un’occasione di sviluppo? Secondo Emil Abirascid, giornalista e fondatore di Startupbusiness, non può esistere innovazione senza un’attenzione all’aspetto ambientale: si tratta ormai di due elementi imprescindibili. Sono d’accordo Makio Hasuike, designer e fondatore dello Studio Hasuike&Co, secondo cui l’utilizzo delle nuove tecnologie si deve sempre accompagnare al recupero di vecchi materiali, e l’architetto Italo Rota, che afferma che la sostenibilità è semplicemente «un obbligo».

E infine, che ruolo hanno le grandi aziende come Repower nel sostenere le start-up nella corsa all’innovazione? Secondo il designer Denis Santachiara c’è bisogno di apertura mentale: le grandi compagnie non devono aver paura di dare il proprio sostegno a imprenditori operanti in ambiti diversi, variegati. Secondo Sabrina Dallafior, console generale della Svizzera a Milano, è tutta una questione di collaborazione incondizionata, tra tutte le parti coinvolte. Una collaborazione, questa, da cui poi tutti traggono beneficio secondo Cristiano Seganfreddo, direttore generale di Progetto Marzotto.